UX this!
Chrome for Android
Con piacevole sorpresa, scopro come Chrome per Android risolva piccoli grandi problemi di usabilità applicando una “pezza” a siti non ottimizzati per mobile. Spesso le icone su cui dovremmo pigiare sono di dimensioni ridottissime e, a meno che non si faccia zoom in, se ne prendono tre insieme al prezzo di una. Solitamente poi, quella attivata non è quella che intendevamo.
Il problema è qui alleviato grazie a un ingrandimento dell’area che si va a toccare sul touch screen, con beneficio.
Suppongo che tale “lente” si attivi nel momento in cui il nostro dito non riesca a “colpire” una icona precisa; pertanto un margine d’errore resta comunque.
Presumo si tratti di Chrome in quanto non ho notato questa feature nel browser standard fornito dal sistema operativo Android.
[Lente di ingrandimento usata da Luana]

Chrome for Android

Con piacevole sorpresa, scopro come Chrome per Android risolva piccoli grandi problemi di usabilità applicando una “pezza” a siti non ottimizzati per mobile.
Spesso le icone su cui dovremmo pigiare sono di dimensioni ridottissime e, a meno che non si faccia zoom in, se ne prendono tre insieme al prezzo di una. Solitamente poi, quella attivata non è quella che intendevamo.

Il problema è qui alleviato grazie a un ingrandimento dell’area che si va a toccare sul touch screen, con beneficio.

Suppongo che tale “lente” si attivi nel momento in cui il nostro dito non riesca a “colpire” una icona precisa; pertanto un margine d’errore resta comunque.

Presumo si tratti di Chrome in quanto non ho notato questa feature nel browser standard fornito dal sistema operativo Android.

[Lente di ingrandimento usata da Luana]

In un numero de “La Stampa”, sezione Novara, è apparso un link “in chiaro”.
Ovviamente, la carta non è cliccabile, e pertanto all’autore dell’articolo resta l’infausto compito di trascrivere tutto il link, dal www allo slash, al ? agli = e quant’altro.
E’ vero che i QRcode non sono molto conosciuti e diffusi - anche se la maggioranza dei destinatari del link, più o meno consapevolmente, viaggia con smartphone in grado di leggerli e produrli.
Ma siamo sicuri che trascrivere per intero il link sia l’unico modo per aggirare l’impopolarità dei QRcode e la solitaria bidimensionalità della carta stampata?
Forse, potrebbe aiutare la trascrizione dei passi (es.: menu > borse di studio > Erasmus …) per raggiungere tale pagina entro il sito? Sarà pur sempre sequenziale, ma perlomeno sarebbe ricca di parole significative e più facili da ricordare per l’utente.
E la memoria ringrazia.
[link incliccabile letto da Luana]

In un numero de “La Stampa”, sezione Novara, è apparso un link “in chiaro”.

Ovviamente, la carta non è cliccabile, e pertanto all’autore dell’articolo resta l’infausto compito di trascrivere tutto il link, dal www allo slash, al ? agli = e quant’altro.

E’ vero che i QRcode non sono molto conosciuti e diffusi - anche se la maggioranza dei destinatari del link, più o meno consapevolmente, viaggia con smartphone in grado di leggerli e produrli.

Ma siamo sicuri che trascrivere per intero il link sia l’unico modo per aggirare l’impopolarità dei QRcode e la solitaria bidimensionalità della carta stampata?

Forse, potrebbe aiutare la trascrizione dei passi (es.: menu > borse di studio > Erasmus …) per raggiungere tale pagina entro il sito? Sarà pur sempre sequenziale, ma perlomeno sarebbe ricca di parole significative e più facili da ricordare per l’utente.

E la memoria ringrazia.

[link incliccabile letto da Luana]

Nuova Metro 5 Milano.
Un problema di usabilità riscontrato da un breve user test di pura osservazione (ascoltando le reazioni degli altri passeggeri).

L’utente, spesso di fretta, arriva alla banchina e vede il cartello luminoso con i tempi di attesa

Il primo numero che vede, dato l’angolo di visuale determinato da una statura nella media, è il tempo di attesa del secondo treno in arrivo.

Un utente di questo ‘user test’, ha girato subito i tacchi, regalando gentili epiteti alla efficienza della nuova metro. Ma se solo avesse fatto un passo in più, avrebbe visto che il suo treno era in arrivo, segnalato nella riga più in alto del cartellone luminoso.

In questo caso, due fattori si combattono:

  • il senso canonico di lettura dall’alto verso il basso
  • l’ordine di scan visivo determinato dal reale utilizzo

Quindi, ha più senso mettere il primo treno in arrivo nella riga sopra o nella riga sotto?
Oppure spostare il cartellone un po’ più lontano dalle vie di accesso?

 

[il perenne user test di mrgoodwine]

badUX, Un grosso bottone rosso, con un’etichetta e un blocco di plastica per evitarne l’uso… Ma allora perché posizionarlo in modo così evidente?

[il (quasi) tentato utilizzo di mrgoodwine]

I menu iconici (su android Jelly Bean, sgs3)

L’altro giorno stavo cercando notizie e per un qualche motivo avevo necessità di copiare quanto digitato nella barra di ricerca.

Mi si apre un menu orizzontale a top pagina: solo icone.
L’azione “taglia” è facilmente comprensibile.

Ma sotto quale figura si nasconde “copia”?
Indovina indovinello.
Ancora non l’ho scoperto.

[Indovinelli mancati by Luana]

I menu iconici (su android Jelly Bean, sgs3)

L’altro giorno stavo cercando notizie e per un qualche motivo avevo necessità di copiare quanto digitato nella barra di ricerca.

Mi si apre un menu orizzontale a top pagina: solo icone.
L’azione “taglia” è facilmente comprensibile.

Ma sotto quale figura si nasconde “copia”?
Indovina indovinello.
Ancora non l’ho scoperto.

[Indovinelli mancati by Luana]

Quale di questi tipi di interruttori potrebbe farvi confondere sul suo stato (on/off)?

(Non) pensateci bene.

Quali usereste per progettare i settings di un’interfaccia?

___________

Che cos’è 

Lo switch trova applicazione in vari contesti, sia web che mobile. Il suo scopo è sostituire il radio button o la casella con la spunta nei settings, per tutte quelle feature che possiedono la qualità “enable / disable”. L’interruttore mimerebbe la proprietà “acceso / spento”, e si propone pertanto di rinforzare tale concetto facendo leva su un elemento ben noto nella nostra realtà non virtuale.


[interruttori pigiati furiosamente da Luana]

Gioco di tabs.

Nella prima immagine è selezionato il tab “documenti”, nella seconda immagine è “presentazioni” e nella terza… ?

E’ ancora il tab “presentazioni”, ma adesso fa il timido.

Che cosa succede? L’etichetta della scheda selezionata ritorna allo stato non selezionato. E andrebbe bene, se non fossimo ancora in quella scheda…

[Tabs che hanno burlato Luana]

Regola: le istruzioni non vengono mai lette dagli utenti.
Anzi, talvolta le regole vengono sì lette… per essere infrante meglio.

[La troppa affordance degli ‘uni posca’, inspiegata da mrgoodwine]

Regola: le istruzioni non vengono mai lette dagli utenti.

Anzi, talvolta le regole vengono sì lette… per essere infrante meglio.

[La troppa affordance degli ‘uni posca’, inspiegata da mrgoodwine]

"Maledetti treni!"

Questa è la frase tipica del pendolare.

Escludiamo tuttavia i problemi relativi ai ritardi e concentriamo l’attenzione sulle interfacce, come i pulsanti per aprire le porte.

Trenord offre un interessante esempio di meccanismo per aprire la porta. È presente un pulsante caratterizzato da:

  • una buona affordance - è immediatamente chiaro dove e come l’utente deve agire 
  • una evidente visibilità nel contesto della porta

Tuttavia questo pulsante ha un risvolto negativo: il feedback.

Appena viene premuto, il pulsante:

  • non produce feedback tattile - esso rimane fermo, non è presente alcun movimento meccanico
  • non produce feedack visivo - il colore del pulsante resta verde, non sono presenti cambiamenti visuali
  • produce unicamente feedback uditivo

Il riscontro uditivo è rappresentato da una serie di brevi segnali sonori acuti (circa 5 o 6), dopo i quali la porta si apre. Questi avvengono solo alla prima apertura della porta dopo lo sblocco, poiché il sistema impone di attendere mentre viene esteso un gradino che facilita la salita e la discesa.

Dopo qualche secondo, la porta si chiude automaticamente.

Se il pulsante viene premuto nuovamente, mentre il gradino è già esteso, la porta si apre immediatamente senza gli avvisi acustici.

Ma ipotizziamo un utente che non abbia a disposizione il canale uditivo. Per esempio una persona sorda, oppure qualcuno che sta ascoltando musica con le cuffie o è impegnato in una conversazione coinvolgente. In questi casi, la mancanza di feedback potrebbe condurre all’idea che il sistema non abbia recepito il comando.

L’esperienza che l’utente trarrebbe da questa interazione risulterebbe ambigua o perfino fastidiosa.

Eppure esistono altri casi d’uso, su treni diversi, in cui il feedback del pulsante è realizzato sicuramente meglio.

Guardate l’ultima parte del video per credere, e poi a voi il giudizio!

[il feedback uditivo di mrgoodwine]

"Vedo-non vedo" con Astrid Task
Applicazione: Astrid Task [Android, iOS] - app per impostare e gestire task e reminders in modo piuttosto flessibile.
In foto: versione per Android, Samsung Galaxy s3. Modalità non landscape.
Nella schermata che consente la modifica dell’orario del reminder per il task in questione, possiamo sia premere le freccette (dove incontreremo un problema di usabilità in quanto premendo sulle superiori andremo a coprire l’orario), sia modificare in modo diretto con tastiera.
In questo caso, abbiamo scelto la modifica diretta. Per un po’ di secondi, se ho premuto sulla casella dei minuti, apparirà l’indicatore della barra di stato, e contemporaneamente apparirà la tastiera dal basso.
Vorrei cancellare i minuti preimpostati ma…dov’è il tasto delete?
Oh..guardalo, è nascosto sotto il segnaposto della barra di stato.
Se provo a premere il pulsante cancella, non accadrà nulla; dovremo pazientemente attendere che il segnaposto egocentrico esca di scena.
[vedo-non vedo by Luana]

"Vedo-non vedo" con Astrid Task

Applicazione: Astrid Task [Android, iOS] - app per impostare e gestire task e reminders in modo piuttosto flessibile.

In foto: versione per Android, Samsung Galaxy s3. Modalità non landscape.

Nella schermata che consente la modifica dell’orario del reminder per il task in questione, possiamo sia premere le freccette (dove incontreremo un problema di usabilità in quanto premendo sulle superiori andremo a coprire l’orario), sia modificare in modo diretto con tastiera.

In questo caso, abbiamo scelto la modifica diretta. Per un po’ di secondi, se ho premuto sulla casella dei minuti, apparirà l’indicatore della barra di stato, e contemporaneamente apparirà la tastiera dal basso.

Vorrei cancellare i minuti preimpostati ma…dov’è il tasto delete?

Oh..guardalo, è nascosto sotto il segnaposto della barra di stato.

Se provo a premere il pulsante cancella, non accadrà nulla; dovremo pazientemente attendere che il segnaposto egocentrico esca di scena.

[vedo-non vedo by Luana]